Deprecated: Hook wpseo_opengraph is deprecated since version 14.0! Use wpseo_frontend_presenters instead. in /home/kmmebqhbdj/domains/dante.uni.wroc.pl/public_html/wp-includes/functions.php on line 5754

Film: 8½

MASTROINNI-8-E-MEZZO

MERCOLEDI’ 26 AGOSTO 2015 – SALA CZYTELNIA (ul. Komuny Paryskiej, 21 – Wrocław) ore 19:00. Ingresso libero. Versione in italiano con sottotitoli in inglese.

  • ANNO/DATA USCITA: 1963
  • REGIA: Federico Fellini
  • ATTORI: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo

Guido Anselmi è un famoso regista alla ricerca di riposo e di un po’ di evasione in una rinomata stazione termale. Realtà e immaginazione si mescolano nella sua mente, e il luogo che dovrebbe dargli cura e distensione si popola dei personaggi che fanno parte della sua vita. L’arrivo dell’amante Carla, poi di Luisa, la moglie, e dell’attrice Claudia, mitico simbolo di puri sentimenti, e contemporaneamente i colloqui con il produttore, i tecnici, con gli abituali frequentatori delle Terme, veri o irreali che siano, aumentano la confusione di Guido e fanno venire a galla i ricordi più lontani della sua vita: il collegio, i suoi genitori, che poi incontrerà, ormai morti da tempo, in un cimitero. Ma la crisi di Guido non accenna a risolversi. Quando ormai sta abbandonando definitivamente il progetto del nuovo film, sul set dimesso appaiono di nuovo i personaggi della sua vita.

Otto e mezzo conferma pienamente, se ce n’era bisogno, Federico Fellini nella sua grandezza di mago dell’immagine cinematografica. Lo spettatore rimane sbalordito dall’inesauribile e torrenziale cascata di immagini in cui, al tocco fatato del regista, ogni momento del film si tramuta. Non c’è sentimento, realtà, persona, parola che egli non sappia rendere immagine. Potere immaginifico talmente sovrano da dare l’impressione di creare in immagini con la più sciolta e spontanea naturalezza, e quindi con fresca sincerità. [Luigi Bini – “Letture”, a. XVIII, n. 4, Aprile 1963]

Questo film è una tappa avanzata nella storia della forma romanzesca. Già La dolce vita, con la sua struttura a blocchi, indicava una strada significativa sia nel cinema sia nella letteratura. Otto e mezzo, invece, non soltanto si lascia dietro di un mucchio d’anni quasi tutto il cinema che si fa correntemente, casca per di più sopra la nostra narrativa nel momento più sensibile della frizione tra convenzione e avanguardia, e le può dare una bella botta in direzione dello sperimentalismo, cioè del futuro, per quello che riguarda tra l’altro i problemi dell’essere, dello scrivere, del rapporto con la realtà. [Alberto Arbasino – “Il Giorno”, 6 marzo 1963]

FONTE: http://www.federicofellini.it/

Lingue