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Pinokio, adaptacja z Carmelo BenePinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza (1961- versione TV 1999) di Carmelo Bene

25.02.2015 ore 19.00 sala Czytelnia

Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, pubblicate nel 1883, è il libro più tradotto e conosciuto al mondo dopo la Bibbia ed il Corano.  Alla base del capolavoro, concepito come storia per ragazzi  ma diventato un classico senza tempo, sta la sua inesauribile possibilità di livelli di lettura: fiabesco, pedagogico, antropologico, psicoanalitico, biblico, addirittura esoterico e massonico… Il successo planetario di Pinocchio, però,  è strettamente legato alla chiave interpretativa che lo colloca nel genere del romanzo di formazione (Bildungsroman). Ed è qui, in funzione di rottura e rovesciamento di questa arbitraria ed univoca ermeneutica collodiana, che entra in scena in modo deflagrante la genialità teatrale di Carmelo Bene, con Pinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza:  Pinocchio non è un racconto edificante ed educativo nel quale un burattino di legno, con l’aiuto di errori e  buoni insegnamenti dei “più esperti della vita”, ascende ad uno status morale e sociale più alto…Tutt’altro. Pinocchio trasformandosi in  “bambino perbene”, e lasciandosi alle spalle la purezza inquieta  e l’onnipotente creatività del fanciullo che vive nell’immediato, egli aderisce una volta per tutte a quel mondo ipocrita ed autoritario dei padri e dei maestri che re-citano (dicono il già detto) a memoria proverbi moralistici: è il lato oscuro del “terrorismo pedagogico”  dell’ “Italietta”   post-unificazione (Unita’1861, Legge Coppino sull’obbligo scolastico 1877 ). Pinocchio è un essere unico al mondo, un burattino di legno che canta, balla, salta, corre ed esplora, è Poesia Pura: perche’ deve diventare un  “bambino come tutti gli altri”?

Per Carmelo Bene questa è assolutamente una storia d’imputridimento, un vero e proprio romanzo di de-formazione. Ed in cosa consiste il genio dell’autore-attore salentino? Egli, nel suo Pinocchio teatrale, riesce in questa operazione di ribaltamento ermeneutico, senza stravolgere il testo di Collodi, ma al contrario, lasciandolo intatto (C. B. opera solo dei tagli sulla narrazione, conservando i momenti più importanti del libro), lo  ricongiunge a pieno titolo alle cupe e perturbanti atmosfere umorali  che costituiscono il vero sostrato del romanzo di Pinocchio.

Attraverso melodie orecchiabili e sinistre, amplificatori acustici, e  l’uso magistrale della sua portentosa estensione vocale , Carmelo Bene non modifica il significante, e paradossalmente non re-citando,  gli infonde nuova vita, nuovo significato.

Tommaso Lunardi

Pinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza:

è un’opera teatrale andata in scena per la prima volta nel 1961 al Teatro Laboratorio di Roma. Ha avuto altre tre edizioni teatrali nel 1966, 1981 e 1998, una versione adattata per la televisione nel 1999, tre edizioni radiofoniche e una disco. Edizione TV, 1999, Pinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza; riduzione e adattamento da Carlo Collodi di Carmelo Bene; regia e interprete[12] principale C.B (tutte le voci sono sue, mentre le fattezze dei personaggi femminili sono di Sonia Bergamasco)., musiche G. Giani Luporini; scene e maschere T. Fario; costumi L. Viglietti; direttore della fotografia G. Caporali; montaggio F. Lolli; altri interpreti: S. Bergamasco; luci spettacolo D. Ronchieri;fonico A. Macchia; assistente alla regia M. Lamagna; postproduzione audio C. Bocci; postproduzione in Edit box C. Bonavita; direttore di produzione G. de Vizio; produzione RAI e Nostra Signora S.r.l.; durata 75’; trasmesso il 29/5/1999, Rai 2.

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