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Polish Cinema for Beginners – intervista ad Adam Kruk

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Adam Kruk con il regista Krzystof Zanussi

Dopo un salto nel passato con la proiezione di Noose (in polacco: Pętla), un film di Wojciech Jerzy Has del 1958 che affronta il tema dell’alcolismo, il Polish Cinema for Beginners, ormai giunto all’ottava stagione, si chiude con Influenza (Hiszpanka). Il film di Łukasz Barczyk, uscito nelle sale nel 2014, racconta la rivolta polacca del 1918-19, fondendo elementi storici con spiritualità, fantasia e un pizzico di ironia. Nonostante la decisione di girare il film su pellicola, gli effetti speciali abbondano e il film si colora anche grazie ai costumi e ai set accuratamente studiati.

È così che si chiude l’edizione estiva del 2017, con un viaggio cinematico attraverso le maggiori città polacche: Łodź, Varsavia, Lublino, Breslavia e Poznań. Ma Hiszpanka non è stato l’evento designato a mettere un punto a questa stagione. Il giorno successivo alla proiezione del film si è tenuto il concerto di chiusura del festival, a cura di Sofar Sounds (acronimo di Songs from a Room). Questo progetto, nato a Londra nel 2009 e ben presto estesosi in tutta Europa, si propone di organizzare concerti di artisti emergenti in location particolari e segrete.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Adam Kruk, l’ideatore di Polish Cinema for Beginners.

Come è nata l’idea di Polish Cinema for Beginners?

L’idea è nata cinque anni fa, nel 2012, per organizzare un corso di cinema polacco per stranieri che abitavano a Breslavia. Cinque anni fa la situazione era leggermente diversa da quella di oggi. C’erano tanti posti in cui gli stranieri potevano divertirsi, ma la cultura polacca era abbastanza distante da loro perché tutti gli eventi erano organizzati in polacco. In questo modo, a causa dell’ostacolo linguistico, la cultura polacca non gli era accessibile.

Adesso la situazione è leggermente diversa perché quando un film esce nelle sale di solito ci sono anche i sottotitoli in inglese, come al teatro.

Volevamo cambiare questa tendenza e abbiamo “inventato” questo ciclo di film, il Polish Cinema for Beginners, in cui mostravamo soprattutto film classici polacchi, principalmente per gli stranieri, ma anche tanti polacchi venivano per vedere film mai visti prima oppure mai visti al cinema. Era una novità e soprattutto gli studenti Erasmus e gli expat partecipavano.

La prima edizione si è svolta al cinema DCF (Dolnośląskie Centrum Filmowe) e abbiamo finanziato questo progetto con fondi europei, per cui tutte le visioni erano gratuite. Poi sono partito per l’Italia per un anno e il progetto si è fermato.

Al mio ritorno abbiamo stabilito una collaborazione con il Kino Nowe Horizonty. Dal 2013-14 abbiamo fatto partire il Polish Cinema for Beginners ogni semestre. All’inizio proiettavamo i film più importanti della storia del cinema polacco ma poi abbiamo deciso di cambiare un po’ e abbiamo assegnato ad ogni stagione un tema. Una stagione è stata dedicata alla musica e abbiamo mostrato sia musical che film sulla musica Hip Hop, raccontando la Polonia attraverso diversi generi musicali.

Abbiamo poi scelto il tema della gioventù – questa stagione si chiamava Polish Youth, mostrando la gioventù polacca dagli anni Cinquanta fino ad oggi. Questa stagione invece ci siamo dedicati alle città polacche.

 

Tra il pubblico di PCfB ci sono sia polacchi che stranieri che vivono a Wroclaw, quindi tra gli obiettivi di questo progetto c’è anche l’integrazione degli stranieri attraverso la cultura polacca. Secondo te quanto ha influito questo progetto nella realizzazione di questo obiettivo?

 

È difficile da dire, a volte non partecipa solamente gente che è in Polonia per restarci a vivere, ma vengono anche turisti che sono qui solo per pochi giorni, che vengono informati dell’iniziativa grazie ai manifesti negli alberghi. Ho parlato con tanta gente che ha scoperto il nostro progetto per caso, ma ha potuto partecipare solo ad una proiezione.

Dall’altra parte, c’è anche gente che ha deciso di restare in Polonia – che forse non è un paese in cui è facile vivere per gli stranieri – e partecipa spesso. Alcuni cercano di svagarsi, di conoscere la gente polacca o gli altri expat, altri vengono per cercare di approfondire la cultura e la storia delle abitudini polacche. Vedere un film è forse il modo migliore per raccontare le storie di una nazione e del proprio popolo.

 

Polish Cinema for Beginners è un’iniziativa presente sia a Wroclaw che a Varsavia, in quale delle due città ha avuto inizio?

 

Il progetto è nato a Wroclaw e poi si è deciso di realizzarlo anche a Varsavia, dove ci sono anche altri due progetti del genere. Adesso a Poznan cercano pure di realizzare un progetto basato sulla stessa idea, che da Wroclaw si è diffusa in altre città polacche.

Anche il Museo Contemporaneo di Wroclaw adesso organizza delle lezioni di arte polacca per stranieri.

 

Avete mai mostrato film che affrontano temi riguardanti la lotta ai pregiudizi?

 

Il nostro progetto, oltre a promuovere l’integrazione, cerca anche di combattere pregiudizi come l’omofobia e la xenofobia. Nella scelta dei film cerchiamo di essere molto aperti e di mostrare titoli che rappresentano valori di umanità.

Uno dei film proiettati, chiamato Floating Skyscrapers di Tomasz Wasilevski, racconta la storia di due omosessuali in Polonia, mentre Suicide Room, di Jam Komasa, racconta la storia dell’omofobia nelle scuole polacche. Cerchiamo di mostrare anche storie di immigrati e di donne – dato che il mondo del cinema è prettamente dominato dagli uomini.

 

Ci sono dei temi che possono essere considerati tra i preferiti dal pubblico o che attraggono più persone?

 

Il pubblico viene attratto soprattutto quando viene un regista particolarmente conosciuto a presentare il film. Quando è venuta Agnieszka Holland, una regista polacca che lavora anche negli Stati Uniti e che ha girato Total Eclipse (Poeti dall’Inferno) e diretto episodi di House of Cards, abbiamo avuto talmente tanta gente da doverci spostare in una sala più grande.

Molti stranieri non conoscono o non hanno mai visto molti dei film proiettati, quindi alcuni titoli – specialmente quelli meno recenti, in quanto più difficili da reperire – attraggono più i polacchi.

 

Come è cambiato il cinema polacco nel corso del tempo?

 

La guerra ha cambiato totalmente il cinema polacco. Prima della Seconda Guerra Mondiale non avevamo geni come Ėjzenštejn, avevamo una sorta di cinema dei telefoni bianchi (il cinema dei telefoni bianchi era un genere cinematografico italiano sviluppatosi tra la fine degli anni ’30 e i primi anni ’40).

La guerra ha cambiato questa tendenza, anche se immediatamente dopo la guerra abbiamo avuto il realismo socialista, che non ha prodotto risultati cinematografici importanti. C’erano delle regole molto ferree per quanto riguardava il modo in cui i film dovevano essere girati, cosa potevano mostrare e quali caratteristiche dovevano avere i personaggi.

Tutto è cambiato dopo la morte di Stalin nel 1953. Tra il 1955 e il 1956 il cinema polacco è nato in senso artistico. Direi che lo sviluppo avuto nella cinematografia polacca in quegli anni è comparabile al neorealismo in Italia nel 1943-45 con l’Ossessione di Visconti e Roma città aperta di Rossellini.

 

Avete altre idee in mente per il Polish Cinema for Beginners?

 

Oltre alla prossima stagione, che ripartirà ad Ottobre, la Wrocławska Fundacja Filmowa sta organizzando un altro progetto che si chiama MIASTOmovie (“miasto” significa “città”, “movie” in polacco significa “parlare”) in cui vengono proiettati i film che parlano della città di Wroclaw.

 

Articolo a cura di Maria Grazia Erika Giuffrida

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Patrycja Wanat, Adam Kruk
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Lech Moliński, Adam Kruk

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