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Politica e Potere/8: La classe operaia va in paradiso

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La classe operaia va in paradiso

Regia di Elio Petri

Italia, 1971

MERCOLEDI’ 29 APRILE 2015 – SALA CZYTELNIA (ul. Komuny Paryskiej, 21 – Wrocław). Ingresso libero. Versione originale con sottotitoli in inglese.

Ludovico Massa, detto Lulù, è un uomo di 31 anni con due famiglie da mantenere ed è un operaio con alle spalle già 15 anni di fabbrica, due intossicazioni da vernice e un’ulcera. Sostenitore e stakanovista del lavoro a cottimo grazie al quale, lavorando a ritmi infernali, riesce a permettersi l’automobile e altri inutili beni di consumo, Lulù è amato dai padroni che lo utilizzano per stabilire i ritmi ottimali di produzione ma odiato dagli altri operai della fabbrica per il suo eccessivo servilismo. Tuttavia, non è contento della sua situazione, i ritmi di lavoro sono talmente sfiancanti che arrivato a casa riesce solo a mangiare e ad annichilirsi davanti alla televisione, nessuna vita sociale, nessun dialogo con i propri cari, non riesce neppure più ad avere rapporti con la compagna. La sua vita continua in questa totale alienazione, che lo porta a ignorare gli slogan urlati e scritti dagli studenti fuori dai cancelli,  finché un giorno ha un incidente sul lavoro e perde un dito, evento che lo porta alla presa di coscienza della propria condizione di classe (e di sfruttamento) : la sua vita cambia radicalmente. Si schiera poi contro il meccanismo del cottimo, sostenendo uno sciopero a oltranza che lo porta al licenziamento. Abbandonato da Lidia e dagli estremisti, viene riassunto grazie all’intervento dei sindacati, ma è ormai alle soglie della pazzia e ai compagni di lavoro favoleggia di un muro da abbattere oltre il quale c’è il paradiso della classe operaia.

L’attenzione dell’autore si concentra sulla rappresentazione esasperata di certi meccanismi produttivi tipici del capitalismo industriale con una critica più generale nei confronti di una società fondata sul consumismo massificato. L’aspetto più forte e provocatorio del film è la constatazione che l’alienazione porti alla degenerazione non solo fisica (Massa ha 31 anni ma ne dimostra assai di più, lavorando da 15 anni in fabbrica) ma soprattutto psicologica, portando non solo il protagonista a dare segnali di schizofrenia, ma anche all’impossibilità di stabilire normali relazioni familiari.

(www.torinocittadelcinema.it)

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