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La lingua e il gusto. Foto degli incontri linguistico-letterari, prof.ssa Monica Mosca

Monica Mosca e studenti
foto di Gianluca Olcese, Dipartimento di Studi Classici, Mediterranei e Orientali dell’Università di Breslavia, 8 novembre 2017

Ringraziamo la prof.ssa Monica Mosca dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo per gli incontri tra gastronomia e lingua, 7-8 novembre

nota:
Monica Mosca è dottore di ricerca in linguistica e nel suo percorso accademico ha compiuto ricerche a livello internazionale sulla semantica e sintassi delle espressioni di movimento, pubblicando sull’argomento diversi articoli e una monografia. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla sociolinguistica, all’acquisizione di italiano come L2 e nell’ultimo periodo al lessico dell’enogastronomia. Vanta una notevole partecipazione a progetti nazionali ed internazionali nei campi di studio menzionati. E’ stata docente a contratto di linguistica cognitiva e di italiano come lingua straniera presso l’università del Piemonte Orientale. Attualmente insegna presso l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo

La lingua e il gusto. Un incontro linguistico-letterario, con la prof.ssa Monica Mosca

La Società Dante Alighieri di Breslavia e il Dipartimento di Studi Classici, Mediterranei e Orientali dell’Università di Breslavia
invitano
a una serie di incontri tra gastronomia e lingua
7-8 novembre
Ingresso libero, posti limitati.
Per informazioni e prenotazioni: dante.wroclaw@gmail.com

Calendario:

  • 7.11.2017, ore 12-13.30, luogo ISKŚiO (lezione con gli studenti del 3° anno del Corso di Laurea in Kultura Śródziemnomorska – Cultura del Mediterraneo)
  • 7.11.2017, ore 15-16.30, luogo IFR (lezione per gli studenti del Corso di Laurea in Kultura Śródziemnomorska – Cultura del Mediterraneo e per gli studenti del 2° e del 3° anno di Italianistica)
  • 8.11.2017, ore 12-13.30, luogo ISKŚiO (lezione con gli studenti del 2° anno del Corso di Laurea in Kultura Śródziemnomorska – Cultura del Mediterraneo)
Jacopo Chimenti - Dispensa con trancio di cinghiale, pasticcio e anatra.jpg
Jacopo Chimenti – Dispensa con trancio di cinghiale, pasticcio ed anatra, Uffizi, Firenze, 1624

 
L’ambito dell’enogastronomia racchiude nel proprio lessico e contesto storico un tesoro di tradizioni e conoscenze che sono state tramandate sia attraverso l’italiano dell’uso comune, sia attraverso l’espressione letteraria.
Il seminario sarà orientato a identificare alcuni aspetti linguistici a partire da un libro, come quello di Pellegrino Artusi, considerato esso stesso una pagina di letteratura italiana piuttosto che un semplice ricettario, e proseguendo con altri testi più recenti.

nota:
Monica Mosca è dottore di ricerca in linguistica e nel suo percorso accademico ha compiuto ricerche a livello internazionale sulla semantica e sintassi delle espressioni di movimento, pubblicando sull’argomento diversi articoli e una monografia. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla sociolinguistica, all’acquisizione di italiano come L2 e nell’ultimo periodo al lessico dell’enogastronomia. Vanta una notevole partecipazione a progetti nazionali ed internazionali nei campi di studio menzionati. E’ stata docente a contratto di linguistica cognitiva e di italiano come lingua straniera presso l’università del Piemonte Orientale. Attualmente insegna presso l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo

Maggiolino in fuga, Leśnica

Maggiolino azzurro
foto di Gianluca Olcese, settembre 2017

La domenica di fine estate, o nelle giornate ancora tiepide d’ottobre, era solito andare in un parco o uscire di poco dalla città con una chitarra, qualche panino e il vino per mandarlo giù, storie ed esperienze da raccontare e un pallone dopo mangiato per far passare il sonno. La storia è fatta soprattutto di questi momenti.

Se piove, Bergen

Se piove

Si dice che ‘fa bel tempo’ quando splende il sole, a Bergen, in Norvegia, piove per 250 giorni all’anno. Qui è la settimana di ferragosto, lontano dal caldo e dal traffico delle grandi città, la pioggia rappresentava la nostra idea di ‘bel tempo’, favorita anche dalla simpatia e dall’allegria degli abitanti e degli amici intorno. Se piove fa bel tempo. (foto di Michalina Wojaczek, Bergen, agosto 2017)

Viaggi organizzati

I forzati delle vacanze

Ci sono diversi modi di partire, in ogni caso ci vuole organizzazione, essere in due. Scriveva Pier Vittorio Tondelli: «La solitudine è anche scomodità. Obbliga a rivolgersi agli altri, a fare richieste continue. Sul treno lui non può lasciare i bagagli per recarsi al ristorante. Deve cercare il controllore, o un altro passeggero, e chiedergli di dare cortesemente un’occhiata alla macchina fotografica. Negli aeroporti, con il carrello carico di valigie, non riesce a raggiungere la toilette, o la cabina del telefono soprattutto se si trovano a livelli diversi da quelli in cui è stato sbarcato e allora, scaricare i bagagli, affrontare le scale, deporli, entrare in un bagno diventa un’impresa impossibile, faticosa già mentalmente. Nei ristoranti è pressato dalla gente in coda solo perché gli altri sono in due e lui, solo, sta occupando un piccolo tavolo. Negli alberghi le camere singole sono, in genere, le più strette e le più piccole: i sottotetti o le mansardine della servitù. E per giunta c’è sempre un supplemento da pagare». (P.V. Tondelli, Camere separate, 1989. Foto di Gianluca Olcese, dall’alto: Avignone, estate 2002, rullino; Breslavia, giugno 2017, digitale; Como, estate 2016, rullino).

Sole in attesaIntegrazione

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