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La lingua e il gusto. Foto degli incontri linguistico-letterari, prof.ssa Monica Mosca

Monica Mosca e studenti
foto di Gianluca Olcese, Dipartimento di Studi Classici, Mediterranei e Orientali dell’Università di Breslavia, 8 novembre 2017

Ringraziamo la prof.ssa Monica Mosca dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo per gli incontri tra gastronomia e lingua, 7-8 novembre

nota:
Monica Mosca è dottore di ricerca in linguistica e nel suo percorso accademico ha compiuto ricerche a livello internazionale sulla semantica e sintassi delle espressioni di movimento, pubblicando sull’argomento diversi articoli e una monografia. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla sociolinguistica, all’acquisizione di italiano come L2 e nell’ultimo periodo al lessico dell’enogastronomia. Vanta una notevole partecipazione a progetti nazionali ed internazionali nei campi di studio menzionati. E’ stata docente a contratto di linguistica cognitiva e di italiano come lingua straniera presso l’università del Piemonte Orientale. Attualmente insegna presso l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo

Sambuco, Wroclaw

Sambuco
foto di Gianluca Olcese, settembre 2017

Sambuco. Questa pianta in polacco è “bez“, nome che letteralmente significa “senza”: è un’espressione della vegetazione spontanea, che in Italia resta ai margini della città. In primavera forma dei germogli fioriti che crescono in ciuffi profumati e d’estate formano delle bacche officinali – ritratte qui all’inizio dell’autunno, al limite del fossato cittadino sulla riva dell’Oder. Ricordo i sambuchi da bambino nella casa dei nonni, ai limiti del bosco, ritrovandoli diffusamente a Breslavia. L’estate di ottobre ha mantenuto le bacche appese ai rami; ora la pianta è rimasta “bez“, senza frutti, senza fiori, senza foglie. Novembre, l’estate fredda.

La lingua e il gusto. Un incontro linguistico-letterario, con la prof.ssa Monica Mosca

La Società Dante Alighieri di Breslavia e il Dipartimento di Studi Classici, Mediterranei e Orientali dell’Università di Breslavia
invitano
a una serie di incontri tra gastronomia e lingua
7-8 novembre
Ingresso libero, posti limitati.
Per informazioni e prenotazioni: dante.wroclaw@gmail.com

Calendario:

  • 7.11.2017, ore 12-13.30, luogo ISKŚiO (lezione con gli studenti del 3° anno del Corso di Laurea in Kultura Śródziemnomorska – Cultura del Mediterraneo)
  • 7.11.2017, ore 15-16.30, luogo IFR (lezione per gli studenti del Corso di Laurea in Kultura Śródziemnomorska – Cultura del Mediterraneo e per gli studenti del 2° e del 3° anno di Italianistica)
  • 8.11.2017, ore 12-13.30, luogo ISKŚiO (lezione con gli studenti del 2° anno del Corso di Laurea in Kultura Śródziemnomorska – Cultura del Mediterraneo)
Jacopo Chimenti - Dispensa con trancio di cinghiale, pasticcio e anatra.jpg
Jacopo Chimenti – Dispensa con trancio di cinghiale, pasticcio ed anatra, Uffizi, Firenze, 1624

 
L’ambito dell’enogastronomia racchiude nel proprio lessico e contesto storico un tesoro di tradizioni e conoscenze che sono state tramandate sia attraverso l’italiano dell’uso comune, sia attraverso l’espressione letteraria.
Il seminario sarà orientato a identificare alcuni aspetti linguistici a partire da un libro, come quello di Pellegrino Artusi, considerato esso stesso una pagina di letteratura italiana piuttosto che un semplice ricettario, e proseguendo con altri testi più recenti.

nota:
Monica Mosca è dottore di ricerca in linguistica e nel suo percorso accademico ha compiuto ricerche a livello internazionale sulla semantica e sintassi delle espressioni di movimento, pubblicando sull’argomento diversi articoli e una monografia. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla sociolinguistica, all’acquisizione di italiano come L2 e nell’ultimo periodo al lessico dell’enogastronomia. Vanta una notevole partecipazione a progetti nazionali ed internazionali nei campi di studio menzionati. E’ stata docente a contratto di linguistica cognitiva e di italiano come lingua straniera presso l’università del Piemonte Orientale. Attualmente insegna presso l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo

Festa dell’Uva, Leśnica

Uva del Don
foto di Gianluca Olcese, ottobre 2017

Uva in Polonia. L’incontro tra le tradizioni e le usanze ha trasmesso la passione per coltivazioni tipiche di fasce climatiche diverse, come quelle del Mediterraneo. La scelta di piantare una vite è senz’altro motivata da quella parallela di mettere radici proprie in un posto nuovo, il contatto con la terra rende più forte questo legame. La varietà scelta si chiama “Agata del Don” un nome evocativo che fa riferimento a una vicenda familiare: uno zio partito giovane per la sciagurata campagna di Russia e mai ritornato. Un nome che porta un riferimento alla propria storia e tiene vicina la propria terra di origine a cui unisce l’esperienza della partenza. Una scelta che simboleggia una possibile riscossa, la vite (le vite?) mette radici e si crea il suo spazio con un ritmo molto forte, ha solo bisogno di qualche ramo robusto per sostenersi e per crescere.

Uva a tavola
foto di Gianluca Olcese, ottobre 2017

Maggiolino in fuga, Leśnica

Maggiolino azzurro
foto di Gianluca Olcese, settembre 2017

La domenica di fine estate, o nelle giornate ancora tiepide d’ottobre, era solito andare in un parco o uscire di poco dalla città con una chitarra, qualche panino e il vino per mandarlo giù, storie ed esperienze da raccontare e un pallone dopo mangiato per far passare il sonno. La storia è fatta soprattutto di questi momenti.

Trattoria, Leśnica

Trattore
foto di Gianluca Olcese, Leśnica, settembre 2017

La fine dell’estate accompagna agli ultimi lavori stagionali. Lasciare tutto in ordine, tagliato, spoglio in attesa dell’autunno. Un bilancio dei lavori svolti durante le giornate estive, degli impegni e di come abbiamo saputo gestire il nostro tempo, se ne è valsa la pena. Resta sempre della fienagione per nutrire le bestie e un trattore colorato per muoversi ta le città, per sentire costante il contatto con la terra.

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